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Scheda attività

Per amore di autenticià ( ci piace essere veri) entro nell’ Atelier di Antonio Piluso. In arte, Pilgiò.

Il suo Atelier e’ un luogo decorato di luci, di sensi e di cose preziose. Un posto in cui si provano sensazioni ad ogni passo.

E’ come entrare in una foresta di piccoli oggetti di metallo che contengono la luce, filtrano luminosità e sono anche del colore della natura lasciando alle ombre colorate il compito di avvolgere di calore le collezioni che espone. Il profumo del sandalo e di bosco muschiato si diffondono nell’ ambiente. In “Negozio” (che chiamo così per convenzione) che infondo non somiglia a un negozio, i sorrisi di due donne ti rovesciano la giornata in positivo. Energia.

Dal rame passando per l’ oro Fino ad arrivare ai mattoni che tingono la materia di colori componendo in armonia i materiali fusi che utilizza. Prende cosi’ vita l’ arte di Antonio che con un collaboratore e i figli segue l’ attività.

Non e’ solo un artigiano perchè mentre lavora i suoi oggetti dedica tempo alle persone che gli chiedono consigli.

Ogni oggetto una storia materica.

Il suo laboratorio sovrasta la galleria e catturato dalla bellezza dei suoi gioielli  ci metto molto per arrivare nel suo mondo. Molto per riuscire a vedere come lavora. Con franchezza l’ atmosfera inizia a piecermi. E’ proprio caratterizzata dalla sua presenza che soffia aria da artigiano “colto”. Impossibile non innamorarsi del suo modo di lavorare.

Avevo visto un anello di una bellezza inaudita avvolgere il dito di un amico che mi suggerì di fare un giro da Antonio a curiosare.  Per magia mi son trovato di fianco a un simpatico professionista che ha il magnetismo dei suoi oggetti e ti apre i sensi con la cura che mette nelle cose che crea.

Musica, pittura e arte allo stato puro fusi. Legami e diversità che in certi casi uniscono.

La sua galleria si riempie di colori e di calore quanto il corridoio di un museo e gli oggetti esposti sono il frutto di una lavoro che lui esegue facendo breccia nelle emozioni.

Entrateci con la voglia e i sensi aperti.

p.

 

A Milano in Via Caminadella 6 si trova il negozio di Antonio Piluso. Antonio è di origini calabresi, ma è nel capoluogo lombardo, dove vive dal 1960, che impara la sua arte e nel 1982 apre un suo laboratorio dando, di lì a poco, vita al marchio Pilgiò.

Le collezioni si susseguono, ognuna espressione di messaggi precisi e particolari.

Incontriamo Tracce: fili di bronzo, argento e oro intrecciati a creare gioielli nello stesso modo in cui la memoria combina i ricordi per ricomporre la storia.

Inclusioni: Piluso sperimenta l’utilizzo dei materiali di recupero e pinze, mandrini, lime, chiodi vengono combinati a scorie di ferro e inseriti nella composizione come frammenti della storia dell’uomo.

Oro Muto: composta da monili nei quali la superficie della materia è trattata in modo da risultare scabra e spugnosa e la lucentezza dell’oro viene smorzata mediante ossidazione: il metallo reagisce al fuoco e all’aria che lo plasmano e ne intaccano la superficie modificandone il colore, dal bianco della cenere e della polvere, al nero della roccia lavica, dal grigio pietroso del tufo o del cemento, al rosso dell’argilla e della terracotta, al bruno della terra, prestandosi, ancora una volta, a originali accostamenti con rubini, zaffiri, diamanti, corindoni stellati ma anche con le perle, bianche o nere. Con questa collezione il castone è superato e la pietra viene inglobata direttamente nella materia, che si presenta come un magma raffreddato e indurito.

Ombre: All’effetto della collezione Oro Muto si aggiunge l’intarsio che disegna sulla superficie accentuate zone d’ombra. È la vita che si rivela nella materia e che l’uso del gioiello contribuisce ad alimentare. Infatti, attraverso la reazione chimica tra il metallo e la pelle, la superficie del monile si trasforma, modificando nel tempo i suoi colori a seconda del pH, raccontando lo stato d’animo di chi lo indossa.

Scorie: Si recupera lo scarto della lavorazione del ferro, del rame e dell’acciaio per un più nobile destino.

Mattoni: la passione per la materia e la vocazione al lavoro manuale, eredità lasciata dal padre muratore, caratterizzano questa collezione, realizzata insieme alla sorella Giuseppina. Nei pezzi unici di questa serie, Pilgiò esalta frammenti di utensili e manufatti, cioè gli elementi del lavoro umano ai quali attribuisce il vero valore rispetto ai metalli preziosi che fungono da semplice supporto.

L’originalità di queste piccole/grandi sculture hanno consentito ad Antonio Piluso di essere conosciuto a livello internazionale.

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