Sogni spesso ad occhi aperti? Allora sei una persona intelligente e creativa

Buone notizie per tutti i sognatori diurni. A differenza di quel che si pensa, chi tende a fantasticare e sognare, estraniandosi dal contesto in cui si trova, sia esso una riunione o una lezione scolastica, non è un perditempo o qualcuno che non riesce a concentrarsi. Al contrario, una persona più intelligente, brillante e creativa delle altre. La prova arriva da uno studio del Georgia Institute of Technology.

Le persone con un cervello efficiente – afferma Eric Schumacher, psicologo e autore dello studio pubblicato sul gionale Neuropsychologia – hanno così tanta capacità cerebrale che è difficile impedire alla loro mente di fantasticare in continuazione”.

Lo studio ha preso in esame 28 volontari, ai quali è stato chiesto di focalizzare la loro attenzione su un punto fisso per 5 minuti, utilizzando la tecnica della tomografia a risonanza magnetica, che rileva i cambiamenti dei livelli di ossigeno nel cevello come segnali dell’attività dei neuroni.
I ricercatori hanno esaminato i dati per trovare correlazioni tra le zone del cervello attivate durante il “sogno ad occhi aperti” e le altre parti della materia cerebrale. Gli studiosi hanno poi incrociato questi dati, con quelli dei test fatti agli stessi partecipanti, circa le loro abilità intellettuali e creative, abbinando i risultati a quelli dei questionari in cui domandavano quanto tempo trascorressero a sognare e fantasticare.

I risultati di queste ricerche hanno messo in luce che una mente fluida, con capacità creative e un efficiente sistema cerebrale è al contempo una mente che tende a fantasticare spesso e a estraniarsi dalla realtà circostante.
Si tratta di persone in grado di “entrare e uscire” da una conversazione, a livello di attenzione, senza perdere importanti informazioni sul discorso.
Gli stessi fortunati, sono anche in grado, in maniera del tutto involontaria, di innescare come un pilota automatico nel loro cervello, che agisce senza una coscienza diretta. Quando devono compiere pocessi semplici e di routine come ad esempio guidare o prendere decisioni immediate, infatti, non hanno bisogno di concentrarsi o analizzare il contesto completamente, bensì il loro cervello si posiziona in una modalità automatica e risolve il problema senza sforzi.

Nel 2011 gli scienziati della Washington University School of Medicine, hanno scoperto che alcune parti del cervello erano più attive proprio durante questo tipo di meccanismi.
Questo insieme di zone cerebrali è stato nominato DIM, Default Mode Network, e, nonostante sia legato, tra le altre cose, alla tendenza a fantasticare, ai pensieri legati al passato o al futuro, nonché alla creatività, sulla sua vera funzione c’è ancora del mistero ed è ancora ignoto lo scopo reale di queste zone della materia cerebrale.

Via Kurzweilai

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