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Categorie scheda Google: come sceglierle senza sbagliare

Titolare di un negozio controlla al computer la scheda Google della sua attività

In sintesi

  • La categoria principale dice a Google cosa sei: scegli quella più specifica che descrive il tuo lavoro prevalente.
  • Le categorie secondarie servono per i servizi reali, poche e pertinenti, non per inseguire ogni ricerca.
  • Puoi scoprire la categoria giusta guardando le schede dei concorrenti locali e verificando i risultati dopo la modifica.

Le categorie sono il campo della scheda Google che più incide sulle ricerche per cui compari. Una categoria troppo generica o sbagliata ti rende invisibile proprio a chi cerca quello che vendi. Scegliere bene richiede dieci minuti e un po' di osservazione.

Perché la categoria pesa più di quanto pensi

Google usa la categoria per capire che tipo di attività sei. Se cerchi «trattoria» e la scheda dice «ristorante», può essere considerata meno pertinente rispetto a chi ha la categoria esatta.

Pensa a un idraulico di Bologna con la categoria «servizi per la casa». È un'etichetta vaga: chi cerca «idraulico urgente» potrebbe non vederlo. Con «idraulico» il messaggio è chiaro.

Come scegliere la categoria principale

La principale descrive ciò che fai di più e che porta più clienti. Non è quella che vorresti diventare o quella che suona meglio. Se una pizzeria vende soprattutto asporto, valuta cosa cerca davvero il cliente.

Fai una prova pratica: cerca la tua attività tipo nella tua zona e apri le schede dei primi risultati. Guarda la categoria che mostrano sotto il nome.

  • Scegli la voce più specifica disponibile, non la più ampia.
  • Evita nomi di categoria che non descrivono il tuo lavoro.
  • Non cambiarla ogni settimana: modifica, poi osserva.
  • Se hai più attività distinte, valuta schede separate solo se le sedi o i servizi sono davvero distinti.

Le categorie secondarie: poche e vere

Le secondarie coprono servizi reali che offri con continuità. Un centro estetico può aggiungere «centro per la depilazione» se la offre davvero. Aggiungerne dieci per sembrare più grande diluisce il messaggio.

Una regola semplice: per ogni secondaria devi poter indicare un servizio venduto, con foto o descrizione. Poi completa i servizi con i dettagli, come spiegato nella checklist della scheda Google.

Controlla l'effetto dopo la modifica

Dopo aver cambiato categoria, annota la data. Nelle settimane successive guarda nelle statistiche della scheda con quali ricerche vieni trovato, usando il metodo dei numeri da guardare ogni mese.

Non aspettarti cambi immediati: servono mesi per leggere l'effetto, come spiegato nei tempi della SEO per piccole imprese. Se le ricerche peggiorano, torna indietro e prova una voce più vicina a come si cerca.

Domande frequenti

Quante categorie posso mettere nella scheda Google?

Una principale e più secondarie, ma conviene aggiungerne poche. Inserisci solo quelle che corrispondono a servizi che offri davvero, perché ognuna deve essere coerente con foto, servizi e descrizione della scheda.

Posso cambiare la categoria principale quando voglio?

Sì, ma farlo spesso confonde l'analisi. Cambia una cosa alla volta, annota la data e osserva le ricerche per qualche settimana prima di decidere se la modifica funziona.

Cosa faccio se la categoria giusta non esiste?

Scegli la voce più vicina al tuo lavoro e usa descrizione e servizi per precisare ciò che offri. Evita categorie diverse solo perché sono più popolari: meglio una voce pertinente che una fuorviante.

Apri ora la tua scheda e confronta la categoria principale con quella dei tre concorrenti più vicini. Poi crea la tua pagina su Citypage e mantieni coerenti categorie e servizi anche fuori da Google.

Foto di finelightarts su Pixabay

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